Amici di Eluana, per servire la vita.

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Benvenuto nell'associazione Amici di Eluana, per servire la vita

L’associazione “Amici di Eluana, per servire la vita” nasce su facebook il 12 febbraio 2009 (ore 9:20).

L'associazione sarà costituita formalmente a Milano, in memoria di Eluana Jolanda Giulia Englaro, giovane donna debole, indifesa con gravissime disabilità, morta per Sentenza il 09/02/09 (19:35-20:10) all’età di 38 anni.

Non solo disabili: ma uomini e donne, persone con desideri e diritti (spesso incosapevoli). Persone isolate e dimenticate perché minoranze deboli, indifese che danno fastidio perché diverse.

Il Papa ai genitori di un paziente vegetativo: la sua anima rimane nascosta, ma c’è ! da Avvenire, 22 Aprile 2011

Questa domanda ci presenta un calvario, perché abbiamo una mamma sotto la croce di un figlio. E’ italiana, si chiama Maria Teresa questa mamma, e Le dice: 'Santità, l’anima di questo mio figlio Francesco, in stato vegetativo dal giorno di Pasqua 2009, ha abbandonato il suo corpo, visto che lui non è più cosciente, o è ancora vicino a lui?'

C
ertamente l’anima è ancora presente nel corpo. La situazione, forse, è come quella di una chitarra le cui corde sono spezzate, così non si possono suonare. Così anche lo strumento del corpo è fragile, è vulnerabile, e l’anima non può suonare, per così dire, ma rimane presente. Io sono anche sicuro che quest’anima nascosta sente in profondità il vostro amore, anche se non capisce i dettagli, le parole, eccetera, ma la presenza di un amore la sente. E perciò questa vostra presenza, cari genitori, cara mamma, accanto a lui, ore ed ore ogni giorno, è un atto vero di amore di grande valore, perché questa presenza entra nella profondità di quest’anima nascosta e il vostro atto è, quindi, anche una testimonianza di fede in Dio, di fede nell’uomo, di fede, diciamo di impegno per la vita, di rispetto per la vita umana, anche nelle situazioni più tristi. Quindi vi incoraggio a continuare, a sapere che fate un grande servizio all’umanità con questo segno di fiducia, con questo segno di rispetto della vita, con questo amore per un corpo lacerato, un’anima sofferente.
Benedetto XVI

Ultimo aggiornamento Venerdì 06 Maggio 2011 18:33
 

Vegetative state: Years of minimal consciousness

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Vegetative state: Years of minimal consciousness

For 27 years, Munira Abdulla was in a vegetative state — not to be confused with a coma! DW explains the difference and what patients in a vegetative state are actually aware of.

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New guideline released for managing vegetative and minimally conscious states

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August 8, 2018, American Academy of Neurology

For people in a vegetative or minimally conscious state caused by brain injury, an accurate diagnosis and ongoing medical and rehabilitative care based on the latest scientific evidence could mean a better chance for recovery, according to a new guideline by the American Academy of Neurology (AAN), American Congress of Rehabilitation Medicine and the National Institute on Disability, Independent Living, and Rehabilitation Research.

The guideline on prolonged disorders of consciousness is published in the August 8, 2018, online issue of Neurology, the medical journal of the AAN. About four in 10 people who are thought to be unconscious are actually aware. This guideline gives recommendations to improve diagnosis, health outcomes and care of people with these disorders.

"People are sometimes misdiagnosed due to underlying impairments that can mask awareness," said guideline lead author Joseph T. Giacino, Ph.D., of Harvard Medical School and Spaulding Rehabilitation Hospital in Boston. "An inaccurate diagnosis can lead to inappropriate care decisions and poor health outcomes. Misdiagnosis may result in premature or inappropriate treatment withdrawal, failure to recommend beneficial rehabilitative treatments and worse outcome. That is why an early and accurate diagnosis is so important."

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Ultimo aggiornamento Martedì 11 Settembre 2018 15:48
 

NUOVO TEST RIVOLUZIONARIO PER VALUTARE LA "COSCIENZA" NEI PAZIENTI IN STATO VEGETATIVO

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Martin M. Monti

Come si fa a sapere se una persona è cosciente? Questa domanda, dal sapore così squisitamente filosofico, è al centro di una delle condizioni più misteriose e discusse del cervello umano: lo stato vegetativo. Questo termine descrive una rara condizione in cui pazienti che emergono dal coma entrano in uno stato di veglia non cosciente. Senza una vera comprensione di cosa sia la coscienza nel cervello, però, è difficile stabilirne con certezza la presenza. Così, a oggi, un paziente è considerato cosciente se riesce a  produrre comportamenti volontari, come seguire una penna con gli occhi o muovere una mano a seguito di un comando. Se invece un paziente riesce a mostrare solamente comportamenti riflessi è considerato in stato vegetativo. Martin M. Monti il Sole 24 ore

Prof. S. Laureys

Il Coma Science Group (CRCyclotron, Università di Liège), guidato dal dottor Steven Laureys, ha sviluppato, insieme ai suoi partner di Londra, Ontario, (Canada) e Cambridge (Inghilterra ), un test portatile che permetterà una diagnosi semplice e poco costosa sui pazienti in stato vegetativo per valutare il loro livello di “coscienza”, anche se essi non abbiano i mezzi per esprimerla.

Prof. A. M. Owen

In uno studio, pubblicato sulla rivista medica «The Lancet» di questo mese, un gruppo della University of Western Ontario, in Canada, ha mostrato che è possibile vedere tracce di comportamento volontario nel cervello di pazienti considerati in stato vegetativo. «È incredibile – dice il professor Owen –. in alcuni casi pazienti che sembravano non rispondere a stimoli esterni erano in grado di segnalare che erano coscienti producendo volontariamente attivazioni cerebrali».

Sito: http://www.owenlab.uwo.ca/

 

Il desiderio di sviluppare questo semplice test di coscienza, dicono i ricercatori, fa seguito a precedenti ricerche svolte dal Coma Science Group, le quali hanno dimostrato nel corso del 2009, che il 40% dei cosiddetti pazienti in stato vegetativo hanno mantenuto un certo grado di coscienza.

Nel 2010 i ricercatori del Coma Science Group e i loro colleghi di Cambridge (Inghilterra) ha fatto un altro passo avanti fondamentale nel mostrare che era possibile comunicare con gli stati vegetativi attraverso la risonanza magnetica funzionale (fMRI).

Questa nuova scoperta è rivoluzionaria perché è possibile valutare la presenza di coscienza anche se il paziente non può muoversi (a causa di infortuni ai nervi, al midollo spinale o al cervello). Si va dunque a misurare direttamente l’attività della corteccia motoria usando l’elettroencefalografia (EEG). Questo significa che il test portatile può essere effettuato in tutti i centri di assistenza sanitaria (e anche a casa).

Un casco simile è in uso anche in Italia presso il Centro don Orione di Bergamo ( leggi l'articolo ), è stato chiamato “Elu1″, in omaggio ad Eluana Englaro e, al costo di 90€, aiuta a ricostruire un “dialogo” tra i pazienti e i loro cari.

Articoli Correlati:

 

 

Researchers decode mood from human brain signals

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September 10, 2018, University of Southern California

By developing a novel decoding technology, a team of engineers and physicians at the University of Southern California (USC) and UC San Francisco have discovered how mood variations can be decoded from neural signals in the human brain—a process that has not been demonstrated to date.

Their study, published in Nature Biotechnology, is a significant step towards creating new closed-loop therapies that use brain stimulation to treat debilitating mood and anxiety disorders in millions of patients who are not responsive to current treatments.

Assistant Professor and Viterbi Early Career Chair Maryam Shanechi of the Ming Hsieh Department of Electrical Engineering and the Neuroscience Graduate Program at USC led the development of the decoding technology, and Professor of Neurological Surgery Edward Chang at UCSF led the human implantation and data collection effort. The researchers were supporting the Defense Advanced Research Projects Agency's SUBNETS program to develop new biomedical technologies for treating intractable neurological diseases.

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