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Nuovo studio scientifico: gli stati vegetativi hanno coscienza di sé e del mondo

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La questione del sonno nei pazienti con stati gravemente alterati di coscienza, stati vegetativi e di minima coscienza è stato studiato da un gruppo di ricercatori del Coma Science Group (University of Liège and CHU Liège) e dell’Università di Wisconsin e di Milano.

 

I risultati, pubblicati sulla rivista Brain, mostrano che l’attività elettrica del cervello differiva molto poco tra sonno e veglia nei pazienti in stato vegetativo, mentre quelli in stato di minima coscienza aveva caratteristiche molto vicina a quelle del sonno normale in un soggetto sano. È altresì emerso che in questi pazienti era presente il NREM (non rapid eye movement) e il REM (rapid eye movement), che è una dimostrazione dell’attività onirica.

«Tutto ciò indica dunque che essi possono sognare», ha sottolineato Steven Laureys, direttore del Coma Science Group, «di conseguenza si può legittimamente supporre che essi hanno ancora una forma di coscienza di sé stessi, oltre ad una certa coscienza del mondo esterno».

Lo studio dunque costituisce un ulteriore strumento per affermare la coscienza residua in pazienti che parte della società vorrebbe dichiarare clinicamente morti.

Fonte: UCCR

Leggi l'articolo originale in inglese>>>

Ultimo aggiornamento Domenica 06 Novembre 2011 12:29
 

Ricostruita nel cervello una mappa del gusto

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Con una tecnica d'avanguardia, che colora i neuroni, si individua dolce e salato

 

 

Alcuni ricercatori americani coordinati da Xiaoke Chen, responsabile della ricerca, dell'Howard Hughes Medical Institute di New York, hanno identificato le aree di neuroni, del cervello dei mammiferi, che permettono all'individuo di far distinguere i gusti come dolce, salato, amaro, e saporito.

Il risultato è stato raggiunto attraverso alcune tecniche d'avanguardia che colorano i neuroni ogni volta che si attivano, in seguito allo stimolo ricevuto dalla lingua, facendoli diventare fluorescenti, così permettendo, agli scienziati, anche di elaborare una vera e propria mappa cerebrale del gusto.

In questo modo è stato possibile dimostrare che i segnali provenienti dai recettori della lingua hanno un percorso ben stabilito anche nel cervello, dove vengono elaborati da cellule nervose specializzate in questo tipo di informazioni.

Invece, non è stata identificata nessuna area specifica che riguardasse il gusto di acido; probabimente, si ipotizza, la rete neuronale di questo gusto si trova al di fuori della porzione del cervello analizzata nello studio oppure potrebbe essere una percezione il cui riconoscimento coinvolge parti più ampie di neuroni.

Fonte: sito web

 

STATI VEGETATIVI: 3 SU 4 DOPO INFARTI O ICTUS, ECCO IDENTIKIT PAZIENTI

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(ASCA) - Roma, 15 giu - Tre pazienti su 4 sono in stato vegetativo o di minima coscienza dopo arresto cardiocircolatorio o emorragie cerebrali. E' quanto emerso dai risultati finali del progetto nazionale ''Funzionamento e Disabilita' negli Stati Vegetativi e negli Stati di Minima Coscienza'' presentato oggi a Milano dalla Fondazione Irccs Istituto Neurologico Besta, assieme al Centro di Ateneo di Bioetica dell'Universita' Cattolica.

 

In Italia, spiega lo studio, da un punto di vista epidemiologico, organizzativo, politico, socio-assistenziale ed etico, ''risulta ad oggi ancora poco esplorata la realta' complessa e articolata riguardante le persone in Stato Vegetativo (Sv) e in Stato di Minima Coscienza (Smc)''. Di questo si e' occupata la ricerca finanziata dal ministero della Salute tramite il Centro Nazionale Prevenzione e Controllo Malattie (Ccm). Il progetto, coordinato dall'aprile del 2009 dalla neurologa Matilde Leonardi e dai suoi collaboratori della struttura ''Neurologia, Salute pubblica e Disabilita''' della Fondazione Irccs Istituto Neurologico C.

Ultimo aggiornamento Giovedì 07 Luglio 2011 17:11
 

Le attività cerebrali controllate con la luce

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Arriva l'optogenetica, il 'metodo sperimentale del 2010'


ROMA. Immaginate di controllare l'attività del cervello con una luce diretta sullo scalpo, di correggerne il malfunzionamento causa di malattie o addirittura, nell'ipotesi più fantascientifica e meno rassicurante, di controllare il pensiero di una persona colpendone il cervello con la luce: sembra un sogno eppure la ricerca sta lavorando in tal senso e infatti quest'anno la rivista Nature Methods ha incoronato come 'metodo sperimentale del 2010', una tecnica chiamata 'optogenetica', che permette di controllare le cellule a colpi di luce.


 

Ultimo aggiornamento Sabato 19 Novembre 2011 00:53
 

Chi è la persona in stato vegetativo

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fonte: vivereinarmonia.it

Delle persone in stato vegetativo non sappiamo nemmeno come chiamarle. A domanda rispondiamo “in coma irreversibile”, oppure ci barrichiamo dietro un “boh” facilmente sdoganato come sintomo di paura, senza considerare che qualunque persona, frequentemente, non ha informazioni su cui ferrarsi. Se ne parla quando bisogna legiferare sul fine vita, come se costoro fossero a un passo dalla tomba e non tuttavia destinate a una sopravvivenza più o meno lunga. Non si sa se mangiano, se dormono, quante sono e dove… Ora ci viene in soccorso la ricerca Funzionamento e disabilità negli stati vegetativi e negli stati di minima coscienza. La fondazione Besta di Milano, il centro di ateneo di bioetica dell’università Cattolica, i rappresentanti di 78 centri italiani, 39 associazioni di familiari e pazienti e la Federazione italiana medici di medicina generale, si sono uniti per il più grande progetto italiano di ricerca in questo campo. Seicentodue pazienti esaminati (con i loro familiari, assistenti e altro) a partire dal 2009. I soldi li ha messi il ministero della Salute. Quello che è venuto fuori ce lo dice la dottoressa del Besta, Matilde Leonardi, coordinatrice dello studio. Da qui in avanti non potremo più dire di non sapere.

 


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