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NUOVO TEST RIVOLUZIONARIO PER VALUTARE LA "COSCIENZA" NEI PAZIENTI IN STATO VEGETATIVO

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Martin M. Monti

Come si fa a sapere se una persona è cosciente? Questa domanda, dal sapore così squisitamente filosofico, è al centro di una delle condizioni più misteriose e discusse del cervello umano: lo stato vegetativo. Questo termine descrive una rara condizione in cui pazienti che emergono dal coma entrano in uno stato di veglia non cosciente. Senza una vera comprensione di cosa sia la coscienza nel cervello, però, è difficile stabilirne con certezza la presenza. Così, a oggi, un paziente è considerato cosciente se riesce a  produrre comportamenti volontari, come seguire una penna con gli occhi o muovere una mano a seguito di un comando. Se invece un paziente riesce a mostrare solamente comportamenti riflessi è considerato in stato vegetativo. Martin M. Monti il Sole 24 ore

Prof. S. Laureys

Il Coma Science Group (CRCyclotron, Università di Liège), guidato dal dottor Steven Laureys, ha sviluppato, insieme ai suoi partner di Londra, Ontario, (Canada) e Cambridge (Inghilterra ), un test portatile che permetterà una diagnosi semplice e poco costosa sui pazienti in stato vegetativo per valutare il loro livello di “coscienza”, anche se essi non abbiano i mezzi per esprimerla.

Prof. A. M. Owen

In uno studio, pubblicato sulla rivista medica «The Lancet» di questo mese, un gruppo della University of Western Ontario, in Canada, ha mostrato che è possibile vedere tracce di comportamento volontario nel cervello di pazienti considerati in stato vegetativo. «È incredibile – dice il professor Owen –. in alcuni casi pazienti che sembravano non rispondere a stimoli esterni erano in grado di segnalare che erano coscienti producendo volontariamente attivazioni cerebrali».

Sito: http://www.owenlab.uwo.ca/

 

Il desiderio di sviluppare questo semplice test di coscienza, dicono i ricercatori, fa seguito a precedenti ricerche svolte dal Coma Science Group, le quali hanno dimostrato nel corso del 2009, che il 40% dei cosiddetti pazienti in stato vegetativo hanno mantenuto un certo grado di coscienza.

Nel 2010 i ricercatori del Coma Science Group e i loro colleghi di Cambridge (Inghilterra) ha fatto un altro passo avanti fondamentale nel mostrare che era possibile comunicare con gli stati vegetativi attraverso la risonanza magnetica funzionale (fMRI).

Questa nuova scoperta è rivoluzionaria perché è possibile valutare la presenza di coscienza anche se il paziente non può muoversi (a causa di infortuni ai nervi, al midollo spinale o al cervello). Si va dunque a misurare direttamente l’attività della corteccia motoria usando l’elettroencefalografia (EEG). Questo significa che il test portatile può essere effettuato in tutti i centri di assistenza sanitaria (e anche a casa).

Un casco simile è in uso anche in Italia presso il Centro don Orione di Bergamo ( leggi l'articolo ), è stato chiamato “Elu1″, in omaggio ad Eluana Englaro e, al costo di 90€, aiuta a ricostruire un “dialogo” tra i pazienti e i loro cari.

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Testo originale tradotto in Italiana.

Fonte: Le Scienze

In anni recenti si è scoperto che alcuni pazienti in stato vegetativo permanente possono avere ancora un certo grado di coscienza. Per identificarli era però necessario ricorrere alla risonanza magnetica funzionale, costosa e spesso non disponibile. Ora è stato messo a punto un test che permette una corretta diagnosi con una tecnica molto più economica e maneggevole (red)

neuroscienze medicina

Un test portatile che consenta di diagnosticare in modo più semplice e meno costoso i pazienti in stato vegetativo permanente che hanno ancora coscienza, ma che non hanno i mezzi per esprimerla. A metterlo a  punto sono stati ricercatori del Coma Science Group dell’Università di Liegi in collaborazione con ricercatori della London University of Western Ontario e dell’Università di Cambridge che pubblicano i risultati del loro studio su "The Lancet”.

Nel 2009, Steven Laureys, coordinatore di questa ricerca, e colleghi, avevano già dimostrato che il 40 per cento dei cosiddetti pazienti in stato vegetativo permanente avevano ricevuto una diagnosi non accurata, poiché in realtà avevano mantenuto un certo grado di coscienza. Sulla scia di questo studio l'Ospedale universitario di Liegi aveva prescritto l'uso obbligatorio di una scala per la valutazione dello stato di coscienza appositamente progettata (la cosiddetta coma recovery scale).

Nel 2010, i ricercatori del Coma Science Group e i colleghi di Cambridge hanno poi mostrato che era addirittura possibile comunicare con pazienti in stato vegetativo permanente attraverso strumentazioni basate sulla risonanza magnetica funzionale (fMRI). Grazie a essa è infatti possibile rilevare tracce di coscienza e perfino comunicare con il paziente controllando la presenza a livello di attività cerebrale di una adeguata risposta a un compito suggerito dal valutatore, senza affidarsi all’osservazione della risposta muscolare.

Scientificamente rivoluzionario, il ricorso alla risonanza magnetica funzionale nella valutazione del coma è comunque molto costoso, e non tutti gli ospedali hanno la possibilità di sfruttarla:

Il nuovo test

dovrebbe cambiare questa situazione. "I medici di regola chiedono al paziente di rispondere a un semplice comando, per assicurarsi che il paziente sia cosciente. Quando si ottiene una risposta, tutto va bene, ma se non si riesce a rilevare una risposta ciò non significa necessariamente che il paziente sia incosciente. A volte non può muoversi perché gli infortuni hanno colpito i nervi, il midollo spinale o il cervello”, spiega Laureys.

“Nel nostro nuovo test, chiediamo ancora ai pazienti di muovere la mano o il piede, ma non ci affidiamo più della risposta muscolare: misuriamo direttamente l'attività della corteccia motoria usando l'elettroencefalografia (EEG), un metodo più economico, utilizzabile in tutti il centri ospedalieri.”

“Ciò significa che questo test portatile può essere effettuato in tutti i centri sanitari e anche a casa!”, ha commentato Camille Chatelle, uno degli autori dello studio.

 

Files:
Bedside detection of awareness in the vegetative state: a cohort study

Damian Cruse, Srivas Chennu, Camille Chatelle, Tristan A Bekinschtein, Davinia Fernández-Espejo, John D Pickard, Steven Laureys, Adrian M Owen


Summary

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Autore Steven Laureys Sito Homepage Data 2011-11-23 Lingua  English Dimensioni 347.94 KB Download 2